Garanzia Giovani

è la grande scommessa dell’Europa di fronte alla crisi occupazionale dei giovani. Il progetto dell’Unione Europea punta ad offrire un’occasione di lavoro, di tirocinio o di formazione ai ragazzi under 29 entro quattro mesi dall’acquisizione del titolo di studio o dalla perdita del lavoro. Attuato anche in Italia ed in Trentino, rappresenta il primo tentativo di prendere in carico i giovani che sono alla ricerca di un lavoro. Una scommessa vinta o persa? Dillo tu raccontandoci qui la tua esperienza con la Garanzia Giovani

Voucher

frontiera estrema della precarietà o occasione di emersione dal lavoro nero? Quello che è certo è che i voucher si stanno diffondendo a vista d’occhio. Tecnicamente si chiama “lavoro accessorio” e dovrebbe regolare prestazioni lavorative non riconducibili a contratti di lavoro standard perché saltuarie. Ma il condizionale è d’obbligo.

Il paga arriva con “buoni lavoro” gestiti dall’Inps, i voucher appunto. Il valore di un voucher da 10 euro è pari 7,50 euro netti e corrisponde al compenso minimo di un’ora di prestazione (salvo che per il settore agricolo).

I voucher garantiscono una minima copertura previdenziale e quella assicurativa contro gli infortuni, ma non danno diritto all’indennità di disoccupazione (Naspi), maternità, malattia, assegni familiari ecc. Se hai avuto a che fare con i voucher raccontaci qui la tua esperienza.

Tirocini

i “mitici/famigerati” stage che riempiono i curriculum di tanti giovani. Di fronte alla crisi economica, assumere un ragazzo appena diplomato o laureato è diventato un investimento oneroso per le imprese. Così i tirocini sono il primo punto di contattato tra uno studente ed il mondo del lavoro, ma, troppe volte, diventano lo strumento per mascherare una prestazione lavorativa dequalificata.

A tutti gli effetti, invece, lo stage deve essere un periodo di formazione utile all’acquisizione di nuove competenze da utilizzare per inserirsi o reinserirsi nel mercato del lavoro e non può essere assimilabile in alcun modo ad un rapporto di lavoro subordinato.

La disciplina che regolamenta i tirocini è di competenza regionale. Ci sono tirocini curriculari - promossi dalle università o dalle scuole – sono svolti all’interno di un percorso scolastico e i tirocini extracurriculari che riguardano tutti coloro alla ricerca di un lavoro.

Lavoro autonomo

partite iva e collaborazioni sono le forme più diffuse. Il lavoro autonomo riguarda le professioni intellettuali ma anche lavori manuali. E’ definito dal codice civile per il quale si realizza “quando una persona si obbliga a compiere un'opera o un servizio in cambio di un corrispettivo, con lavoro prevalentemente proprio e senza vincolo di subordinazione nei confronti del committente”. Se il lavoro autonomo è genuino, tutto bene: chi lavora con partita iva presta la propria opera per più committenti e contratta i propri compensi. Spesso però dietro una partita iva si nasconde lavoro subordinato. Per tutte le partite iva c’è il grande tema delle tutele - maternità, sostegno al reddito, conciliazione - che oggi non sono garantite.

Scuola&Lavoro

lo dicono tutti, il miglior passaporto per l’ingresso nel mondo del lavoro lo garantisce la scuola che offre un buon orientamento e percorsi di alternanza tra studio e lavoro. Purtroppo, a parte le scuole di formazione professionale, gli istituti superiori e le università latitano sui servizi a favore degli studenti che progettano la propria carriera professionale. E’ così? Oppure nella tua scuola o nella tua università qualcuno ti parla di lavoro, di come si fa a trovarlo e di quali sono gli sbocchi professionali più appetibili?

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