Il metodo Il metodo

Un metodo per l’informazione di qualità

I principi fondamentali del metodo con il quale l’informazione può essere considerata di qualità – accuratezza, indipendenza, completezza, legalità – diventano metodo e algoritmo nel momento in cui la loro responsabile applicazione è richiesta per poter utilizzare le piattaforme che a quel punto sono a pieno titolo «media civici».

Scopri i 4 principi alla base di un'informazione corretta e condividi il tuo pensiero nella rete!

ACCURATEZZA, INDIPENDENZA, IMPARZIALITÀ, LEGALITÀ

In queste pagine entriamo nel merito operativo degli standard da usare per le inchieste.

Vale la pena ribadire che quelle qui considerate non sono regole etiche, se e quando sia giusto scrivere una certa storia. Né regole compilatorie, quali siano gli elementi che occorrono per una buona storia. Quelle che si cercano in questa sede sono solo norme procedurali per assicurarsi che il singolo pezzo d’informazione sia trattato nella maniera più corretta e completa possibile.

Il modo in cui si è scelto di procedere sarà quindi il seguente: iniziare a determinare le regole dello “standard base” e da qui cercare di determinare se e come si possano costruire gli altri due tipi di set di regole.

L’idea sarebbe infatti di avere tre standard in ordine di rigore: dal più rigido al più lasco.

Il problema è che il primo, quello più rigoroso, deve comunque essere possibile, utilizzabile, fruibile. L’ultimo, quello più leggero, deve comunque essere affidabile, corretto, accurato.

Per fare ciò occorre quindi definire la colonna portante del progetto, iniziare a sottoporla agli attori interessati, e da lì vedere se e come procedere con le altre due tipologie. Le difficoltà e i tentativi di modulare da subito, in assenza ad esempio della parte legale, i diversi tipi di regole, sono notevoli.

L’esigenza che il lavoro venga condiviso e partecipato, con un approccio che potremmo definire common law, rende ancora più necessario procedere come qui delineato. Nel mondo dell’informazione non esiste una regola unica, un manuale comune di procedura. Ma esistono diversi handbook. Il lavoro qui in considerazione è basato su quelli di alcune testate anglosassoni.

La ragione è nell’oggetto: se si sta cercando una sorta di criterio comune, tanto più per un mezzo come Internet, meglio cercarlo direttamente là dove si stabiliscono gli standard internazionali. Reuters sarà lo standard più usato essendo quello meglio definito. Inoltre, da esperienze dirette sul campo, risulta anche quello che meglio coniuga rigore ed efficacia. Tuttavia saranno usati anche regole e modus operandi di Bloomberg, Dow Jones, Nbc (Cnbc) e Newsweek.

In questo modo si cercherà di modulare “lo standard base”, il criterio base da affinare assieme al resto della comunità coinvolta nel progetto e da cui ricavare gli altri due livelli.

I PRINCIPI

Iniziamo quindi da alcuni parametri base che si trovano pressoché in tutti gli handbook qui considerati:

  1. L’accuratezza è la base, il dogma, il faro e precede la rapidità. È più importante l’esattezza dell’uscire prima. L’accuratezza non riguarda solo persone, luoghi, fatti e quant’altro ma anche la corretta attribuzione di un’opinione o di un dato o fatto.
  2. Sempre rivelare possibili conflitti di interesse.
  3. Cercare il più possibile di evitare partigianerie, rendendo la storia il più completa ed esaustiva possibile, tenendo ben presente che si è innocenti fino a prova contraria.
  4. Le fonti vanno sempre protette, sicuramente finché la legge lo permette.
  5. Correggere eventuali errori nella maniera più rapida e trasparente possibile.
  6. Non fabbricare o copiare storie.
  7. Non pagare o accettare denaro. Sembra buon senso, o banalità, ma il fatto che la gran parte dei manuali riportino queste prime semplici regole è indicativo del bisogno di ribadirle.

 


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